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venerdì 15 luglio 2016

BOTTE UNGHERESI AI MIGRANTI

L’Ungheria respinge i richiedenti asilo a botte e bastonate

ARTICOLOTRE
migranti-Redazione– Secondo Human Rights Watch (Hrw), l'Ungheriariserva maltrattamenti e violenza a tutti i richiedenti asilo che cercano di entrare clandestinamente dalla Serbia.
L'autorevole organizzazione non governativa che si batte per la difesa dei diritti umani ha reso pubblico un rapporto, molto dettagliato, in cui si denunciano maltrattamenti ai migranti. Nel report si spiega come i profughi "vengono respinti con la forza verso la Serbia, in alcuni casi dopo essere stati sottoposti a trattamenti violenti e crudeli".
A confermare la crudeltà ungherese sono le numerose testimonianze di immigrati che sostengono di essere stati aggrediti e respinti al confine serbo-ungherese. "Facevo parte di un gruppo di 30-40 persone, nel quale c'erano anche bambini e donne – racconta Farhad, un iraniano di 34 anni – Era notte, pioveva, siamo riusciti a passare sotto il filo spinato e a spingerci per due chilometri in Ungheria quando siamo stati localizzati da polizia e membri dell'esercito". Il gruppo chiede aiuto, ma non c'é nulla da fare. La risposta è una torcia puntata addosso e spray al peperoncini negli occhi.
Farhad prosegue nel racconto: "Non avevo mai visto niente del genere, cinque o sei soldati ci hanno preso uno per uno, ci hanno legato le mani dietro la schiena con cavi di plastica, tempestandoci con calci e pugni e bastonandoci".
 E aggiunge che nel frattempo i militari si scattavano dei selfie con sullo sfondo gli immigrati umiliati. Ehsan, un altro membro del gruppo, conferma la versione di Farhad: "Ci colpivano senza tregua, noi maschi tentavamo di proteggere le nostre famiglie e intanto venivamo spruzzati con lo spray e malmenati".
 Faruz, un coetaneo di Ehsan : "I soldati mi hanno catturato a 500 metri dal confine, uno dei loro cani mi è saltato addosso senza mordermi mentre i militari mi percuotevano con un bastone".
"Ci hanno spinti verso la barriera, a calci, costringendoci a superarla – spiega Zaid, connazionale di Faruz – Ci hanno spinti verso la barriera, a calci, costringendoci a superarla". I ragazzi raccontano che i militari urlavano in continuazione "No Ungheria, solo Serbia". Nella pagine pubblicata da Hrw viene anche specificato come gruppi paramilitari della cosiddetta "Milizia civica", operativa nell'area di Asotthalom con il beneplacito delle autorità locali, affianchino l'esercito regolare ungherese.
La Ong ha anche denunciato l'introduzione della espulsione automatica verso la Serbia dei migranti rintracciati entro 8 chilometri dal confine.
 Ovviamente senza che vengano prese in considerazione richieste d'asilo. Diverse le critiche avanzate da Human Rights Watch. E tutte cadute nel vuoto, come riporta anche Il Piccolo, ignorate dal governo di Budapest

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