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venerdì 29 luglio 2016

BOERI VUOL FAR FUORI 900 DIRIGENTI E ASSUMERE GIOVANI

Boeri: «Rivoluzione all’Inps: prendo 900 giovani, via i superdirigenti»

Novecento assunzioni di giovani giuristi, economisti, ingegneri gestionali per inserire nuove competenze nella macchina dell’Inps. Un ridisegno della struttura di vertice dell’istituto che ridurrà da 48 a 36 il numero dei dirigenti apicali, dislocandoli sul territorio. E nuove procedure di assegnazione di questi incarichi dirigenziali, per i quali i dirigenti saranno valutati per la prima volta da una commissione esterna. La riforma complessiva della pubblica amministrazione non è ancora legge ma Tito Boeri sta riorganizzando in modo incisivo l’ente di cui è presidente, che nei prossimi mesi e anni sarà chiamato ad affrontare compiti ancora più impegnativi sul fronte della previdenza e dell’assistenza.
L’Inps si fa la riforma da solo? 
«Non potevamo aspettare i decreti delegati, la nostra è una struttura nevralgica per tutto il Paese. Utilizziamo gli strumenti che ci sono, poi se ne arriveranno altri, meglio. Del resto per quello che vogliamo fare non c’è bisogno di interventi legislativi».
E cosa volete fare? 
«Il primo atto che ho firmato permetterà un piano di assunzioni di più di 900 funzionari della cosiddetta “fascia C”, con lauree in Giurisprudenza, Economia e commercio, Ingegneria gestionale e informatica, e presumibilmente giovani: questo ci permetterà di colmare quel digital divide interno che inevitabilmente è anche generazionale. Molte sedi, in particolare al Nord, sono sottodimensionate dopo gli esodi degli ultimi anni; ma oltre a riempire questi vuoti vogliamo rafforzare la capacità generale dell’Istituto di allacciare un rapporto di consulenza con gli utenti, a 360 gradi. Questa consulenza la offriremo non solo nei nostri uffici ma anche in “punti Inps” da creare nei centri più piccoli in locali comunali, con una rete capillare».
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