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martedì 19 luglio 2016

BLITZ CONTRO LA 'NDRANGHETA

Blitz anti ‘ndrangheta: coinvolti anche politici e funzionari Agenzia Entrate

ROMA – Maxi-blitz della polizia e della Direzione investigativa antimafia: all’alba di martedì 29 giugno sono stati eseguiti diversi arresti in Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte e in altre regioni del Nord Italia nei confronti di presunti appartenenti alla ‘ndrangheta. Oltre quaranta i provvedimenti nei confronti di persone ritenute affiliate alle cosche reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro.
Da quanto è emerso, politici e funzionari dell’Agenzia delle Entrate erano in contatto con alcuni dei soggetti coinvolti nelle indagini sulle cosche della ‘ndrangheta operanti nel Nord Italia. Alcuni degli arrestati erano in contatto con “politici locali, regionali e nazionali di Reggio Calabria” e con “funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria” sempre della provincia di Reggio.
Tra gli indagati c’è anche il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco D’Agostino (eletto nel 2014 con la lista “Oliverio presidente”). Nei suoi confronti viene ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta.
La Dda di Reggio Calabria aveva anche chiesto l’arresto del deputato Giuseppe Galati di Ala (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie) per corruzione aggravata dalle modalità mafiose, ma il gip non l’ha accolta perché non ha ritenuto sussistesse un quadro indiziario grave. Richiesta d’arresto anche per il senatore Antonio Caridi, di Forza Italia. Il gip ha ritenuto in questo caso che le accuse fossero assorbite dall’ordinanza emessa nell’operazione Mammasantissima.
Secondo quanto emerso dalle indagini, le cosche della ‘ndrangheta avevano messo le mani su alcuni sub appalti per la realizzazione delle linee ferroviarie ad alta velocità. L’inchiesta ha accertato la presenza di “stabili collegamenti” con le famiglie di origine di esponenti dell’organizzazione da tempo in Liguria, attivi nell’edilizia e nel movimento terra, che avrebbero acquisito sub appalti per la realizzazione del ‘Terzo valico’.  
Nell’ambito della stessa inchiesta un filone condotto dai carabinieri del Ros hanno arrestato nelle province di Cosenza e Salerno 58 persone indagate, tra l’altro, per associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsione e rapina. Al centro delle indagini del Ros una delle più pericolose e violente cosche della ‘ndrangheta, con a capo Francesco Muto, di Cetraro, detto il “Re del pesce”, che, secondo gli investigatori, ha monopolizzato per oltre 30 anni le risorse economiche del territorio curando fino al dettaglio la commercializzazione dei prodotti ittici, in un’area a forte impatto turistico, dei servizi di lavanderia delle strutture alberghiere e della vigilanza in favore dei locali d’intrattenimento.

Parallelamente le indagini dei carabinieri di Cosenza hanno documentato un traffico di stupefacenti che, sotto il controllo del clan Muto, inondava di cocaina, hascisc e marijuana le principali località balneari della costa tirrenica calabrese, tra cui le note Diamante, Scalea e Praia a Mare. Nel corso dell’operazione sono anche stati sottoposti a sequestro beni per circa 7 milioni di euro.

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