IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

venerdì 1 luglio 2016

30 ANNI DI GREENPEACE ITALIA

Greenpeace Italia, 30 anni di battaglie nel nome dell’ambiente – Repubblica.it

David Mc Taggart
repubblica.it – Greenpeace Italia, 30 anni di battaglie nel nome dell’ambiente.
Contro il nucleare, per un’energia pulita. Contro la pesca illegale, per la salvaguardia della fauna marittima. Contro gli ogm, per un cibo sano e naturale. Contro le trivellazioni, per la conservazione del sottosuolo. Contro la guerra, per una pace possibile. Tutto da un’intuizione di David Mc Taggart – di Daniele Mastrogiacomo
SEMBRA ieri. Sono passati invece 30 anni. Di battaglie, tra grandi vittorie e piccole sconfitte. Contro il nucleare, per un’energia pulita. Contro la pesca illegale a strascico, per la salvaguardia della fauna marittima. Contro gli ogm, per un cibo sano e naturale. Contro le trivellazioni, per la conservazione del sottosuolo. Contro la guerra, per una pace possibile.
Greenpeace Italia nasce per volontà di David Mc Taggart, l’ambientalista canadese che diede vita alla più attiva e impegnata organizzazione ecologista internazionale. La sua passione per il nostro paese, dove aveva trascorso molti anni e dove avrebbe poi deciso di passare la sua vecchiaia, lo portò ad un’intuizione che era soprattutto politica: l’Italia rappresentava una base ideale per creare un ponte con il Medio Oriente e il mondo arabo e per allargare le battaglie ambientaliste in tutto il sud del Mediterraneo.
Greenpeace Italia, 30 anni di battaglie nel nome dell'ambiente
L’affondamento della Rainbow Warrior il 10 luglio del 1985
L’apertura di una nuova sezione fu un successo. Era il 1986. Il disastro di Chernobyl era appena avvenuto, il nostro paese stava affrontando il referendum sull’uso dell’energia nucleare (poi vinto), gli italiani avevano dimostrato una forte sensibilità sui grandi temi ambientali. Greenpeace si annunciò con lo stile che aveva già tracciato nel resto del mondo: azioni di disturbo e dimostrative sempre improntate alla non violenza. L’attentato contro la nave Raimbow Warrior, a Aukland, da parte dei servizi segreti francesi, aveva provocato forte emozione.
Greenpeace, nonostante le bombe e i morti, non si rassegnò. Anche in Italia. Rinnovò il suo impegno e le sue battaglie. Incursioni contro l’invio di scorie radioattive della centrale nucleare di Latina a Sellafield; protesta contro la presenza di sottomarini atomici a La Maddalena; striscioni appesi a Porto Marghera contro l’inquinamento marino.
E poi ancora azioni dimostrative al Colosseo, all’Altare della Patria, occupazioni di centrali a carbone a Porto Tolle, fino alle proteste contro le sostanze tossiche usate nei capi di abbigliamento. A Milano, nel cuore delle sfilate e delle grandi maison della moda.
“Le nostre campagne”, ricorda Giuseppe Onofrio, direttore esecutivo di Greenpace Italia, “hanno avuto il merito soprattutto di spingere le aziende e le multinazionali a rivedere i loro programmi produttivi. Il contrasto non è stato fine a se stesso: ha portato ad un rapporto costruttivo, ad una sensibilizzazione che ha cambiato l’approccio rispetto al futuro energetico”.
Greenpeace Italia dedicherà i suoi 30 anni a Lampedusa. Con una campagna di “crowdfunding” punterà a raccogliere 40 mila euro che serviranno poi a realizzare un grande progetto energetico su quella che è considerata la porta d’accesso all’Europa per milioni di migranti. “Il progetto si chiama Accendiamo il sole”, ci spiega Luca Iacoboni, responsabile energia e clima dell’organizzazione neozelandese.
“Punta a rendere Lampedusa totalmente autonoma da un punto di vista energetico. Con i fondi raccolti, parte dei quali saranno da noi devoluti, installeremo centinaia di pannelli solari sui tetti del Comune.
Questo consentirà un risparmio sui costi che gravano sull’amministrazione, visto che l’isola è costretta ad importare gasolio per il proprio impianto elettrico, e rivaluterà la sua indole naturalista, offuscata dall’immenso sforzo di accoglienza che ha dovuto sostenere nell’ultimo decennio e che continua ancora a sostenere”. Il progetto era già stato approvato e finanziato dalla Comunità europea.
Ma le lentezze burocratiche, il conflitto di competenze, hanno fatto scadere i termini. E i fondi del bando sono tornati a Bruxelles. Paradossi italiani.
Le foto che scandiscono la storia degli ultimi 30 anni di Greenpeace Italia faranno parte di una nostra itinerante organizzata per questa estate. Un modo di tenere vivo l’impegno ambientalista. Per un futuro pulito, per un mondo di pace.

Nessun commento:

Posta un commento