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sabato 30 luglio 2016

24 ANNI: MUORE DI MENINGITE A MILANO

Milano, studentessa di 24 anni uccisa dalla meningite

La ragazza si è sentita male nella mattinata di martedì 26 luglio. Subito scattate le misure di prevenzione. L’appello dei medici: “Il vaccino è fondamentale”
La studentessa seguiva un master alla Statale di Milano

LA STAMPA 30/07/2016
MILANO
È morta a 24 anni, stroncata dalla meningite. Alessandra Covezzi studentessa alla Statale di Milano si è sentita martedì 26 luglio. In serata  è morta all’ospedale Fatebenefratelli dove l’ambulanza l’aveva trasportata d’urgenza: è morta intorno alle 23. Subito è scattata l’indagine epidemiologica, la ricerca dei suoi contatti più stretti, amici e colleghi di università, familiari e tutte le persone che sono entrate in contatto con lei nei dieci giorni precedenti (periodo di incubazione del batterio). Episodi come questo, ha sottolineato all’Adn Kronos Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica Asst Fatebenefratelli-Sacco, «ci ricordano quanto sia importante vaccinare. Bisogna sottolinearlo sempre». Contro il meningococco C il vaccino viene somministrato ai bebè in concomitanza con le prime vaccinazioni obbligatorie. «Serve fare campagna per i vaccini, invitare tutti per patologie come queste, che hanno un decorso fulminante, a immunizzarsi. Giovani, mamme, chi viaggia e chi vive in mezzo alla gente. Vaccinarsi salva la vita a se stessi e agli altri. Il vaccino non solo si può, ma si deve fare» 

La profilassi  
Una sessantina di persone sono ora sotto profilassi. Compresa l’équipe dell’ambulanza che ha trasportato la ragazza in ospedale: sono sottoposti a una breve terapia antibiotica di 3 giorni. «In poco tempo abbiamo identificato i contatti della studentessa. Alcuni non erano a Milano e sono stati contattati da altre Asl». Nei giorni scorsi, infatti, Alessandra era tornata a casa a Ferrara. Quando si è sentita male, martedì mattina a Milano, la studentessa accusava febbre, malessere generale, mal di testa. In serata la corsa in ambulanza. I genitori che lei stessa aveva avvertito l’hanno raggiunta in tutta fretta nel capoluogo lombardo, ma quando sono arrivati stava già malissimo. «È successo tutto nel giro di pochissime ore», spiega Ciconali. «Al momento non sono stati registrati altri casi, ma devono passare dieci giorni per essere certi che non ce ne siano più. Tutto quello che si doveva fare è stato fatto. E in questo caso le ricerche dei contatti sono state più mirate. La ragazza non ha frequentato locali, e stavolta non sono serviti appelli generalizzati come in altri casi recenti». 

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