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mercoledì 29 giugno 2016

LE VIRATE DI DON MATTEO

Tasse, la virata di Renzi: “È ora di attrarre nuovi investimenti”

Per il premier non è più una priorità tagliare le imposte. Allo studio una no tax area a Milano e un’altra a Bagnoli
REUTERS
Al centro il premier Matteo Renzi, a destra il greco Alexis Tsipras

LA STAMPA 29/06/2016
BRUXELLES
E’ tornato. Dopo settimane insolitamente trascorse in “coperta” - neanche un comizio per i ballottaggi, apparizioni tv col contagocce, choc da amministrative e da Brexit - Matteo Renzi si è ripreso il palcoscenico. Due sere fa le telecamere di tutta Europa lo hanno immortalato al fianco di Merkel e Hollande a parlare di destini di Europa, ieri mattina il presidente del Consiglio - nel frattempo volato a Bruxelles - è stato intervistato dalla Cnn e poi, a fine mattinata ha convocato i giornalisti per una chiacchierata «assolutamente off», coperta dalla riservatezza. La chiacchierata però è durata più di un’ora. Un fiume in piena, il presidente del Consiglio.  

Tante notazioni importanti di politica economica, fiscale e istituzionale, tutte non riferibili testualmente, alcune delle quali però corrispondono a battute e riflessioni - significative e molto innovative - che Renzi fa da qualche giorno a questa parte in sedi ancora più informali. 

La riflessione largamente più importante riguarda le tasse. Renzi, con una correzione di rotta significativa, si sta convincendo di sposare la linea “minimalista” illustrata qualche giorno fa in Consiglio dei ministri da Pier Carlo Padoan, durante un giro d’orizzonte sull’esito delle elezioni amministrative. Per il ministro dell’Economia non è prioritario (ed elettoralmente fruttuoso) abbassare le tasse ma invece saper intercettare investimenti e naturalmente anche attivarli.  
Ora, negli ultimi giorni e anche nelle chiacchierate informali, Renzi ripete che a lui «non interessa abbassare le tasse», ma invece «attrarre investimenti», una correzione di rotta non da poco rispetto al passato. Una virata che non può non risentire della discussione in corso nelle alte sfere finanziarie europee e della quale ha dato voce il presidente della Bce Mario Draghi nel corso del Consiglio europeo di ieri sera.  

Durante il suo preoccupato intervento, centrato sulle tante falle fiscali ed economiche che insidiano i Paesi dell’Unione e le loro banche, il presidente della Banca centrale europea ha caldeggiato apertamente una svolta nel campo degli investimenti. Una sottolineatura più esplicita e più calda che in altre occasioni, ma anche una possibile svolta negli indirizzi di politica fiscale che oltre a Padoan deve essere noto anche al presidente del Consiglio 

Più suggestiva ma tutta da verificare nella praticabilità un’altra idea che circola in queste ore nel governo: quella di istituire due no tax area, una a Milano nella zona che fino allo scorso anno ha ospitato l’Expo e l’altra nell’area di Bagnoli, che il governo ha deciso di riqualificare. La speranza è quella di attrarre in Italia quelle imprese che decideranno di spostare il loro quartier generale dalla City ad altre capitali o città europee.  

Una scommessa, quella di istituire una e più no tax area, che naturalmente stanno facendo anche in altri Paesi, tenendo conto dei vincoli comunitari, che delimitano tutte le deroghe fiscali.  

Certo, ragionano al governo, molte imprese potrebbero migrare verso l’Olanda o verso altri paesi più convenienti dal punto di vista di fiscale, ma dentro questo nuovo scenario il governo Renzi cerca di tenere il passo. 

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