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mercoledì 29 giugno 2016

ARRESTATO UN ALTRO SCHIFOSO 'NDRANGHETISTA: IL TRAFFICANTE DI DROGA FEMIA

Arrestato Femia, l’ultimo latitante di Minotauro: trafficante di droga con legami nella ’ndrangheta

Per la seconda volta si è tradito uscendo sul balcone: stavolta per stendere la biancheria in una casa nel quartiere Pozzo Strada

LA STAMPA 29/06/2016
TORINO
Torso nudo, pancia prominente, movimenti rapidi e occhiate furtive verso la strada. È bastata questa breve apparizione sul balcone all’ultimo piano di un palazzo del quartiere Pozzo Strada, di un uomo intento a sistemare i panni su uno stendi biancheria pieghevole, per regalare ai carabinieri nascosti nei paraggi la convinzione di aver fatto centro. Per la seconda volta in tre anni Vincenzo Femia, 43 anni, trafficante di droga con solidi legami nella ’ndrangheta, si è dato alla latitanza. Per due volte è stato rintracciato e arrestato. E sempre per colpa di un balcone.  

’Ndrangheta: catturato anche l’ultimo latitante di Minotauro

È finito in manette con un blitz delle «swat» dei carabinieri, sotto il coordinamento del nucleo investigativo: Femia, ritenuto affiliato alla ’ndrangheta in quanto organico alla «ndrina Femia» attiva nel territorio di Gioiosa Jonica, è stato catturato su provvedimento di «esecuzione pene concorrenti» emesso il 25 maggio scorso dalla procura generale presso la corte d’Appello di Torino per una condanna a 7 anni e 3 mesi di reclusione per rapina, violazione leggi sulle armi e detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Nella prima latitanza era stato scovato in Val di Susa, in una casa isolata sopra Chianocco, nel 2013. A smascherarlo, in quella occasione, erano stati i pizzini spediti dalla famiglia tramite un fidato «postino». I carabinieri, dopo aver individuato la casa, lo avevano filmato sul balcone, mentre si prendeva una boccata d’aria. Nell’abitazione i militari avevano trovato anche due pistole, una Smith&Wesson 38 special e una Beretta modello 70 con colpo in canna, nascoste in prossimità degli ingressi, con accanto due somme di denaro.  

Femia con la precedente latitanza era sfuggito all’ondata di arresti dell’inchiesta Minotauro nel giugno 2011, contro gli affiliati della ’ndrangheta in provincia di Torino. Era ricercato per due vicende di droga legate agli affari di Bruno Iaria, capo locale di Cuorgnè. Nel novembre 2013 è stato scarcerato perché assolto dal Tribunale di Torino. Nel maggio 2015, la Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la sentenza. Poco più di un mese fa la Cassazione ha conferma la pena di secondo grado. Ma prima che la procura generale emettesse il provvedimento di esecuzione, Femia si è reso irreperibile.  

Per questa seconda fuga i carabinieri hanno denunciato anche l’intestatario dell’alloggio, C.M., 36 anni, residente in via Don Leonardo Murialdo con l’accusa di favoreggiamento personale per aver dato ospitalità ad un latitante. «Sono un suo amico, ma non sapevo dei suoi guai con la giustizia: mi ha detto che cercava un posto per dormire, perché la moglie lo aveva messo alla porta» si è giustificato l’uomo con i carabinieri.  

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