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mercoledì 24 agosto 2016

ALFANO COSTRETTO AD OCCUPARSI DEGLI ITALIANI!

Devastante terremoto nel Centro Italia: paesi distrutti, vittime e feriti. Il ministro Alfano costretto ad occuparsi anche degli italiani

Terremoto in Centro Italia
Da Redazione. Dalle prime notizie le località più colpite sembrano essere Amatrice e Accumoli (Rieti). Attivata la procedura di emergenza massima della protezione civile
Il forte sisma (6,3 scala m.) è stato registrato  nella notte ed ha  colpito  il Centro Italia. La prima e più forte (magnitudo 6) è avvenuta alle 3:36 con epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). Quest’ultima località ha subito gravissimi danni, il sindaco parla di città rasa al suolo. Forti danni nelle Marche. Due morti nell’Ascolano, 5 ad Amatrice, 6 ad Accumoli e 3 a Arquata del Tronto.
Fonti ospedaliere: “Tre vittime ad Arquata del Tronto”
Secondo fonti di informazione, per il terremoto che ha colpito nella notte il Centro Italia si contano anche tre vittime ad Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Il direttore della Protezione Civile delle Marche, Ferretti, non ha confermato ufficialmente la notizia delle vittime,anche se ha ammesso che si sta cercando di fare un bilancio preciso.
Nota: Il ministro Alfano sarà costretto a distogliersi dalla sua intensa attività di assistenza e reperimento alloggi (tramite i prefetti) per gli immigrati clandestini che sbarcano in Italia e dovrà occuparsi adesso di provvedere anche   a dare assistenza ed alloggio agli italiani colpiti dal terremoto e rimasti senza casa e senza risorse. Non sappiamo se questo provochi “disturbo” al titolare del Viminale ma di sicuro questa situazione costringerà  i prefetti a rivedere le direttive del Viminale per cui i cittadini italiani, in particolare  le famiglie in difficoltà, venivano fino ad oggi escluse dalla possibilità di alloggiare negli Hotel a 3/4 stelle riservati ai soli immigrati di fresco arrivo.

IL RITORNO DI KISSINGER

La disperazione degli USA e il ritorno di Kissinger

Kissinger con Bush
di Umberto Pascali
L’élite anglo-statunitense appare molto preoccupata dai neocon (Bush/Clinton) ancora incapaci di fermare, o anche rallentare, la Russia. Sono sempre più seccati dagli impotenti e isterici Rambo guerrafondai neocon di sinistra e di destra appollaiati su Hillary Clinton. L’élite anglo-statunitense cerca una via d’uscita e, evitando di mostrare disperazione, cerca di resuscitare il leale servitore Henry Kissinger. Invece delle minacce inefficaci dei clintoniani (Ashton Carter, John Allen, Leon Panetta, Michael Morell, ecc), tale élite cerca di rivivere la strategia del lento avvelenamento utilizzata da Kissinger negli anni ’70. Kissinger, ai loro occhi, ottenne tre grandi successi con la sua distensione “amichevole”:
1) indebolire e minare, progressivamente ma inesorabilmente, la Russia,
2) dividere Russia e Cina
3) neutralizzare l’influenza russa in Medio Oriente
La politica aggressiva feroce e squilibrata dei neocon è riuscita a vanificare i successi geostrategici di Kissinger. In un certo senso, è una fortuna per l’umanità, prova della capacità diplomatica di Vladimir Putin e chiara indicazione della stupidità rapace della dirigenza Clinton/Bush. Per profitto ha venduto alla Russia la corda per impiccarla. Ma ora l’élite anglo-statunitense sa che il gruppo, la mafia, l’istituzione a cui ha dato le chiavi della macchina, ha creato una situazione mortale per il suo dominio. L’economia degli Stati Uniti è indebolita dall’esplosione del saccheggio finanziario, al punto che anche la capacità bellica è a repentaglio. E l’élite sa che la Russia e i suoi alleati non cederanno al feroce ma isterico e vacuo assalto ideato dagli stupidi criminali di guerra neocon.
Questa volta non ci sarà una vile guerra fasulla come quella contro l’Iraq o la Libia. Questa volta ci sarà una vera guerra nucleare. E l’élite anglo-statunitense è pronta ad iniziare qualsiasi guerra contro un nemico capace di difendersi, sebbene sia terrorizzata da una guerra vera in cui rischia di perdere. Sa, inoltre, che nonostante le avventure militari e le attuali spese militari, gli Stati Uniti sono sempre più isolati. Sa che, nonostante gli investimenti nella propaganda goebbelsiana, la NATO non è la bacchetta magica che si sognava.
Mentre l’economia reale dei Paesi che l’ospitano viene dissanguata, la struttura della NATO non è più capace di adempiere la sua missione, che era: “Tenere fuori i russi, dentro gli americani e gli europei sotto”. I recenti sviluppi in Turchia mostrano, per la prima volta, che un colpo di Stato sponsorizzato da NATO/USA è fallito. Ora, la Turchia segue una nuova traiettoria politica e un nuovo campo geostrategico. Anche se è difficile prevedere con assoluta precisione cosa accade, è chiaro che un processo di progressiva disgregazione del dominio anglostatunitense è iniziato e potrebbe progredire molto velocemente e molto drammaticamente. La possibilità che la Turchia lasci la NATO, de jure o de facto, è contemplata da molti osservatori competenti. Una relazione militare informale con Russia, Cina (e Iran!) è già un dato di fatto. La nota rete d’influenza statunitense nominalmente gestita da Fetullah Gulen viene smantellata non solo in Turchia, ma anche in Azerbaigian e si ritiene sia indebolita e neutralizzata in tutte le aree turcofone, cioè sul fianco meridionale dell’ex-Unione Sovietica. Queste aree avrebbero dovuto essere il bastione “occidentale” contro la Russia, ma diventano rapidamente il contrario.
La lezione turca viene studiata molto attentamente da molti Paesi. Partendo dalla leadership della Bulgaria che preferì vigliaccamente il suicidio economico quando la beniamina di Hillary Clinton, Victoria Nuland, chiese di annullare il gigantesco gasdotto South Stream della Russia. La lezione turca è studiata nei Balcani, Medio Oriente, Nord Africa e naturalmente Europa. La decisione inglese della Brexit, anche se chiaramente dettata da considerazioni intelligenti, realpolitik di sopravvivenza “per combattere un altro giorno”, rientra tra queste lezioni e probabilmente fu un incentivo per esercito ed élite turche per il colpo di Stato di Gulen. E così il decrepito Kissinger viene di nuovo presentato sulla scena pubblica dalle élite che sperano di poter di nuovo ricorrere al trucco della “distensione”.
Vi sono seri dubbi che la Russia ci caschi nemmeno per un secondo. Nonostante i molti “amici” della Russia che a gran voce raccontano a Putin: guarda, guarda quanto è buono Kissinger, rappresenta la fazione dei buoni in occidente. Firma un accordo con lui e tutto andrà bene. Molto probabilmente la Russia tratterà il “fattorino” con estremo rispetto formale, arriverà anche a discutere e negoziare per forma. Ma non potrà mai lasciare che la sua strategia sia condizionata dalle promesse dell’uomo della distensione. Non ci sarà un altro Gorbaciov, né uno Eltsin. Anzi, al contrario. Forse non ci sarà nemmeno un Medvedev nel futuro della Russia. Il 4 febbraio Kissinger era a Mosca per un discorso presso il Fondo Gorchakov, a spiegare perché rappresenti l’alternativa allo scontro, e a presentare il suo piano per tornare ai bei vecchi tempi, cioè a quando la Russia venne… regalmente sabotata. Vedasi il discorso completo.
Il 19 agosto, il Dottore ritorna sulla stessa solfa in una intervista a Jacob Heilbrunn per la rivista National Interest. E’ molto eloquente del disagio presso i padroni di Kissinger. Da una parte, il vecchio factotum di Wall Street dice parole che, secondo lui, saranno gradite a Mosca (critica l’atteggiamento contro la Russia dei neocon), dall’altro non può spiegare con franchezza che la sua strategia della distensione negli anni ’70 e le sue “belle parole” nel 2016 hanno lo stesso scopo: distruggere la Russia! Gli viene chiesto: “la distensione ha giocato un ruolo fondamentale nell’eliminare l’Unione Sovietica, no?” La risposta di Kissinger: “Questo è il mio punto di vista. Abbiamo usato la distensione come strategia bellica contro l’Unione Sovietica“.
Vedasi il seguente scambio:
Heilbrunn: avevo dimenticato che c’era riuscito. Alla fine, però, la distensione ebbe un ruolo fondamentale nell’eliminare l’Unione Sovietica, no?
Kissinger: Questo è il mio punto di vista. Abbiamo usato la distensione come strategia bellica contro l’Unione Sovietica.
Heilbrunn: Sono stupito che ciò non abbia più attenzione in Europa, questa è l’opinione comune, che la distensione fosse essenziale per ammorbidire l’Europa orientale e l’Unione Sovietica, abbandonando la memoria della seconda guerra mondiale, mentre negli Stati Uniti ne abbiamo una visione trionfalistica.
Kissinger: Beh, c’è l’idea che Reagan iniziasse il processo con il suo discorso sull’Impero del Male che, a mio parere, avvenne nel momento in cui l’Unione Sovietica era già sulla via della sconfitta. Eravamo impegnati in una lotta a lungo termine, generando molte analisi concorrenti. Ero sulla linea dura dell’analisi, ma sottolineai anche le dimensioni diplomatiche e psicologiche. Dovevamo condurre la guerra fredda da una posizione in cui non fossimo isolati e in cui avessimo la miglior base per guidare conflitti inevitabili. Infine, avemmo l’obbligo particolare di trovare un modo per evitare il conflitto nucleare, dato che minacciava la civiltà. Cercammo una posizione per essere pronti a usare la forza quando necessario, ma sempre nel modo per poterlo esibire chiaramente come ultima risorsa. I neoconservatori hanno una visione più assolutista. Reagan usò il lasso di tempo a disposizione con notevole abilità tattica, anche se non sono sicuro che tutto fosse previsto. Ma l’effetto fu estremamente impressionante. Credo che la distensione ne fu il preludio indispensabile.
Heilbrunn: L’altra realizzazione monumentale era ovviamente l’apertura alla Cina. Che ne pensa oggi?
Kissinger: La riduzione del ruolo sovietico in Medio Oriente, non fu da meno.
Heilbrunn: Giusto, e salvare Israele nella guerra del ’73 inviando armi.
Kissinger: Erano collegati.
Heilbrunn: La Cina è la nuova Germania guglielmina di oggi? Richard Nixon, poco prima di morire, disse a William Safire che era necessario aprire alla Cina, ma che creammo un Frankenstein.
Kissinger: Di un Paese che per tremila anni dominava la regione si può dire abbia una realtà intrinseca. L’alternativa sarebbe stata mantenere per sempre la Cina collusa con l’Unione Sovietica, e quindi far divenire l’Unione Sovietica, avanzato Paese nucleare, potenza dominante sull’Eurasia con la connivenza statunitense. Ma la Cina presenta intrinsecamente una sfida fondamentale per la strategia statunitense.
Fonte: Global Research
Traduzione: Alessandro Lattanzio

SULLA POLITICA UNGHERESE

Il “terrorismo ibrido” e il suicidio politico dell’Ucraina

Battaglione 
Donbass Open
di  Yan Matuševskij
Le relazioni tra Russia e Ucraina sono diventate tese ancora una volta, dopo che un gruppo terrorista di sabotatori ucraini ha tentato di penetrare nel territorio della Crimea all’inizio di questa settimana. Il Presidente russo Vladimir Putin ha definito le azioni dei militari ucraini “un attacco terroristico per destabilizzare la situazione”. Il presidente ucraino Petro Porošenko, a sua volta, ha messo in massima allerta le unità dell’esercito ucraino schierate lungo il confine di Stato con la Russia nei pressi della Crimea.
Analizzando gli eventi di cui sopra, si possono vedere elementi nuovi nella politica di Kiev, che cerca di far deragliare gli Accordi di Minsk e far colare a picco i colloqui del Quartetto Normandia. Gli analisti dicono che le autorità ucraine hanno fatto ricorso alle cosiddette tecniche del “terrorismo ibrido”, che tra l’altro implica il supporto dell’informazione di massa agli attacchi terroristici. Per essere sostanziali, seguiamo la dinamica delle tensioni dell’ultima settimana.
I Servizi Federali per la Sicurezza della Federazione Russa (FSB) hanno annunciato di aver reso inoffensivo un gruppo eversivo ucraino che è penetrato nel territorio della Crimea per commettere attacchi terroristici contro strutture militari e civili. I membri del gruppo sono stati arrestati nel corso di un’operazione speciale che è costata la vita a degli ufficiali dei servizi di sicurezza russi. Al gruppo eversivo sono stati sequestrati armi, esplosivi e mezzi speciali.
L’Ucraina ha immediatamente smentito i rapporti che parlavano di tentato terrorismo definendoli “una provocazione”. Uno studio approfondito della situazione ha dimostrato che l’Ucraina si era preparata per un tale corso degli eventi. Per una strana coincidenza, la penetrazione degli assaltatori ucraini ha avuto luogo in contemporanea col deciso aggravamento della situazione nella parte orientale dell’Ucraina. Ibombardamenti sulle infrastrutture civili a Donetsk e Lugansk si sono intensificati la notte del 6-7 agosto, esattamente la notte della penetrazione in Crimea.
I residenti della regione di Cherson in Ucraina dicono che un giorno prima dei rapporti sulla penetrazione di un gruppo terroristico-eversivo ucraino in Crimea, le unità paramilitari dei Tartari di Crimea furono frettolosamente inviate nella zona di Chonhar, al confine con la Crimea. Contemporaneamente, truppe e veicoli blindati delle Forze Armate dell’Ucraina vennero dispiegate al confine tra la regione di Cherson e la Crimea. Secondo i dati dei media ucraini e russi, le truppe ucraine e gli armamentari nella zona triplicarono in 24 ore.
Dopo il tentativo di penetrazione, la stampa e i social media ucraini hanno sollevato un’ondata di accuse contro la Russia riguardo l’incidente. È interessante notare che le informazioni hanno iniziato a circolare pochi minuti dopo i primi colpi in Crimea. In realtà, suscitare l’isteria informativa è una condizione obbligatoria per scatenare il “terrore ibrido”.
Non è un segreto che le cosiddette “truppe informative” dei servizi di sicurezza degli Stati Uniti stiano già operando in Ucraina da due anni. La creazione dell’ambiente informativo per giustificare le azioni delle autorità ucraine e un preciso stato d’animo per la popolazione, è solo una parte delle loro funzioni.
Fin dall’inizio delle ultime tensioni, i mass media ucraini sono stati inondati da informazioni false sul dispiegamento di truppe russe lungo il confine Russo-Ucraino. Gli aggregatori di notizie erano pieni di segnalazioni su presunte “vittime” ucraine, che secondo le testimonianze sarebbero state causate dal bombardamento delle milizie e delle forze armate delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Facebook ucraino, come all’attivazione di un comando, ha iniziato la diffusione di informazioni riguardo alle truppe russe che si stavano preparando ad invadere la regione di Cherson in Ucraina. Tutto questo è stato alimentato dalle dichiarazioni di politici ucraini, anche se molte di esse erano sull’orlo dell’assurdo.
Il rappresentante del Dipartimento Principale di Intelligence del Ministero della Difesa ucraino Vadim Skibickij ha detto che la Russia è pronta ad usare le armi nucleari (!) se la situazione diventa tesa. Parlando ad una trasmissione di Radio Liberty, Skibickij ha detto: “Mezzi per il lancio di armi nucleari sono ora situati nel territorio della Crimea – sui campi di aviazione e nella base navale di Sebastopoli. Si tratta di navi da guerra e sottomarini. In qualsiasi momento possono essere consegnate testate nucleari nel territorio della Crimea per equipaggiare i veicoli per il lancio, oppure queste armi nucleari possono essere installate sugli aerei che vengono spostati nelle basi del Distretto Militare Meridionale. Dopo di che, l’arma è pronta all’uso in combattimento”.
L’esperto militare ucraino Michail Samus, a sua volta, ha detto: “Formalmente, questi segnali sembravano essere i preparativi per le esercitazioni chiamate “Caucaso 2016”, che si svolgeranno nel Distretto Federale Meridionale nel mese di settembre. Tutti i tipi di truppe saranno coinvolti nelle esercitazioni per testare l’efficacia in combattimento dell’esercito russo in direzione sud-ovest”. Secondo lui, saranno testate operazioni offensive. “Sappiamo che oggi i Russi stanno aumentando i gruppi militari attorno al nostro paese, così da poter attaccare in qualsiasi momento. Questa minaccia non deve essere trascurata in ogni caso”, ha detto Samus.
Considerando l’attività di informazione senza precedenti dell’Ucraina, si può affermare con certezza che sta utilizzando tecnologie informative per aggravare la situazione e creare una base psicologica per giustificare i suoi ulteriori passi verso la destabilizzazione della situazione. Questo è un metodo universale, popolare nei paesi post-sovietici. Uno degli ultimi esempi di pressione informativa c’è stato in Armenia, dove un gruppo di ex volontari della guerra del Nagorno-Karabakh ha preso possesso di una centrale di polizia nella capitale. Poi, il campo informativo è stato costantemente riempito di rapporti su presunti preparativi per prendere d’assalto i rivoltosi da parte di unità Alpha della Russia o delle forze cecene di Ramzan Kadyrov. Anche se le informazioni diffuse erano evidenti sciocchezze e provocazioni, hanno catturato l’attenzione di ampi strati della popolazione.
Ma torniamo agli eventi in Crimea. Non è un segreto che l’Ucraina abbia formato un gruppo paramilitare di radicali Islamici e membri delle organizzazioni terroristiche arabe e turche nel territorio della regione di Cherson, già da due anni. Questi radicali sono stati gradualmente inviati in territorio ucraino e naturalizzati, con l’aiuto della cosiddetta “Assemblea del Popolo dei Tartari di Crimea”. Va ricordato che con il sostegno delle autorità ucraine, estremisti tartari hanno formato due battaglioni di estremisti e di summenzionati radicali islamici (Battaglione Crimea e Battaglione Noman Çelebicihan). Nel frattempo, i leader nazionalisti tartari Lenur Isliamov e Mustafa Cemilev non hanno mai nascosto che il compito principale dei loro battaglioni in futuro saranno le operazioni militari nel territorio della Crimea.
Finora, questi battaglioni non sono stati inseriti ufficialmente nel Ministero della Difesa dell’Ucraina o nella Guardia Nazionale sotto l’egida del Ministero degli Interni. Ecco ciò che pensa a riguardo una fonte anonima presso il Ministero della Difesa dell’Ucraina: “Sai, questi battaglioni sono stati intrinsecamente programmati come forze di sabotatori che penetreranno nel territorio della Crimea. Se i combattenti di queste unità cadono in ostaggio in Russia, i Russi non saranno in grado di fare accuse ufficiali contro l’Ucraina di scatenare una guerra partigiana, dal momento che i membri dei battaglioni tartari non sono registrati in nessuna agenzia militare dell’Ucraina come combattenti, e operano come “partigiani” a proprio rischio”.
Tenendo conto di quanto detto sopra, si scopre che le autorità ucraine hanno aggravato la situazione della loro politica. Questa volta hanno ampiamente usato il “terrore ibrido” senza tener conto del fatto che tali metodi terroristici lasciano l’Ucraina senza alcuna possibilità di avere rapporti più o meno adeguati con la Russia. In realtà, Kiev sta destabilizzando la situazione all’interno dell’Ucraina, non della Russia, e “prove” del genere potrebbero portare al collasso definitivo la sua sconvolta sovranità interna.
*****
Articolo di Yan Matuševskij pubblicato su Eurasia Daily il 12 agosto 2016.
Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

I POST DI WIKILEAKS SU BAMBINI E PERSONE RAPITE

WikiLeaks posted medical files of rape victims and children, investigation finds | Media | The Guardian

The whistleblowing site WikiLeaks has published sensitive personal data of hundreds of ordinary people.
The whistleblowing site WikiLeaks has published sensitive personal data of hundreds of ordinary people. Photograph: Raphael Satter/AP
theguardian.com/ – WikiLeaks posted medical files of rape victims and children, investigation finds The ‘radical transparency’ organization has published sensitive personal data belonging to hundreds of ordinary citizens, an investigation has revealed
The whistleblowing site WikiLeaks has published the sensitive personal data of hundreds of ordinary people, including sick children, rape victims and people with mental health problems, an investigation has revealed.
In the past year alone, the “radical transparency” organization has published medical files belonging to scores of ordinary citizens. Hundreds more have had sensitive family, financial or identity records posted to the web, according to the Associated Press.
In two cases, WikiLeaks named teenage rape victims.
In a third case, which the organization disputes, WikiLeaks published the name of a Saudi citizen arrested for being gay – an extraordinary move given that homosexuality can lead to social ostracism, a prison sentence or even death.
“They published everything: my phone, address, name, details,” said another Saudi man who told the Associated Press he was bewildered that WikiLeaks had revealed the details of a paternity dispute with a former partner. “If the family of my wife saw this … publishing personal stuff like that could destroy people.”
tweet from the main WikiLeaks account denied that third charge, saying: “No, WikiLeaks did not disclose ‘gays’ to the Saudi govt. Data is from govt & not leaked by us. Story from 2015. Re-run now due to election.”
WikiLeaks did not immediately respond to a request by the Guardian for comment.
The organization quickly rose to prominence in 2010 when, in collaboration the Guardian, Der Spiegel and the New York Times, it released thousands of classified US military documents that had been leaked to them by Chelsea Manning, who is still imprisoned for her role in the breach. (Manning also writes for the Guardian.)
The leak included a video of an American Apache helicopter gunning down a group of Iraqis, including several journalists, which became known as the “collateral murder” video. But the site, and its founder Julian Assange, have long come under scrutiny for their own collateral damage.
In 2010, Amnesty International, along with the Open Society Institute and the Afghanistan Independent Human Rights Commission, signed an open letter criticizing the organization for its decision not to redact the names of Afghan civilians in the Manning leaks – a decision which showed what the advocacy group Reporters Without Borders described as “incredible irresponsibility”.
More recently, leaked material from the Democratic National Committee published in July carried more than two dozen social security and credit card numbers, according to an Associated Press analysis that was assisted by New Hampshire-based compliance firm DataGravity.
WikiLeaks founder Julian Assange addresses the media in February 2016.
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WikiLeaks founder Julian Assange addresses the media in February 2016. Photograph: Ben Stansall/AFP/Getty Images 
Two of the people named in the files told the Associated Press they were targeted by identity thieves following the leak, including a retired US diplomat who said he also had to change his number after being bombarded with threatening messages.
WikiLeaks’ stated mission is to bring censored or restricted material “involving war, spying and corruption” into the public eye, describing the trove amassed thus far as a “giant library of the world’s most persecuted documents”.
Its library is growing quickly, with half a million files from the US Democratic National Committee, Turkey’s ruling party and the Saudi foreign ministry added in the past year or so.
But the library is also filling with rogue data, including computer viruses, spam and a compendium of personal records. The Saudi diplomatic cables alone hold at least 124 medical files, according to a sample analyzed by the Associated Press. Some described patients with psychiatric conditions, seriously ill children or refugees.
“This has nothing to do with politics or corruption,” said Dr Nayef al-Fayez, a consultant in the Jordanian capital of Amman who confirmed that a brain cancer patient of his was among those whose details were published to the web.
Dr Adnan Salhab, a retired practitioner in Jordan who also had a patient named in the files, expressed anger when shown the document. “This is illegal what has happened,” he said in a telephone interview. “It is illegal!”
The Associated Press, which is withholding identifying details of most of those affected, reached 23 people, most in Saudi Arabia, whose personal information was exposed. Some were unaware their data had been published because WikiLeaks is censored in the country. Others shrugged at the news, and some were horrified.
A partially disabled Saudi woman who’d secretly gone into debt to support a sick relative said she was devastated. She’d kept her plight from members of her own family. “This is a disaster,” she said in a phone call. “What if my brothers, neighbors, people I know or even don’t know have seen it? What is the use of publishing my story?”
Paul Dietrich, a transparency activist, told the AP that a partial scan of the Saudi cables alone turned up more than 500 passport, identity, academic or employment files.
Lisa Lynch, who teaches media and communications at Drew University and has followed WikiLeaks for years, said Assange may not have had the staff or the resources to properly vet what he published. Or maybe he felt that the urgency of his mission trumped privacy concerns. “For him the ends justify the means,” she said.

DONAZIONE TRA PARENTI E REDDITOMETRO

Donazione di denaro tra parenti e riflessi sul redditometro

Queste operazioni possono destare sospetti al Fisco che potrebbe pretendere delle spiegazioni

Fisco 7Paolo, un giovane impiegato in una piccola ditta edile, con uno stipendio mensile di 1.120,00 euro, ha appena acquistato l’auto dei suoi sogni. Costo della vettura nuova fiammante: 26 mila euro. Paolo però non sa che a causa dell’incompatibilità tra la spesa sostenuta ed il reddito dichiarato, il Fisco potrebbe far scattare il redditometro. Lui è tranquillo, perché tanto l’auto è un “regalo” di suo papà!
Quante volte nella quotidianità sentiamo spesso di donazioni di denaro dei genitori effettuate in favore dei figli? Eppure, queste operazioni possono destare sospetti al Fisco che potrebbe pretendere delle spiegazioni e, in alcuni casi, avviare anche un accertamento fiscale.Come tutelarsi in casi come questo?
Il passaggio di denaro tra parenti e familiari a titolo di donazione (ma anche di prestito) è un’operazione che deve essere gestita in maniera molto oculata. In qualunque momento, anche a distanza di tempo, occorre essere in grado di giustificare all’Agenzia delle Entrate le ragioni di una così importante movimentazione di denaro.
Con lo strumento del redditometro infatti, l’Agenzia delle Entrate può verificare che il contribuente, sulla base dei dati indicati nella dichiarazione dei redditi, sia nella condizione economica di poter spendere tali somme. In caso di evidente sproporzione tra il reddito dichiarato e le spese sostenute dal contribuente, può scattare l’accertamento fiscale.
Per completezza di informazione, dobbiamo anche dire che la recente giurisprudenza ha chiarito che una completa analisi va fatta tenendo conto del reddito dichiarato dalla famiglia naturale convivente, in virtù del fatto che, è normale che un convivente regali (o presti) del denaro ai membri del nucleo familiare che ne hanno bisogno.
Chi ha effettuato una spesa importante con denaro ricevuto in donazione si potrà trovare nella condizione di dovere dimostrare che non si tratta di guadagni in nero! Una cosa difficile da dimostrare se la donazione è avvenuta in contanti.
Per evitare eventuali problemi con l’Agenzia delle Entrate è opportuno allora effettuare la donazione di denaro utilizzando sempre strumenti di pagamento tracciabili. Quindi, niente denaro in contanti!
La prova che la somma spesa proviene da una donazione deve essere fornita solo attraverso la prova documentale, ossia tramite la tracciabilità del pagamento: la ricevuta del bonifico effettuato, un assegno non trasferibile, etc.
Oltre al fatto di evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate, il trasferimento di denaro tramite strumenti di pagamento tracciabili permette di essere in regola anche con la normativa sul divieto di uso di denaro contante sopra la soglia dei 3.000 euro.
I problemi con l’Agenzia delle Entrate sembrano però non finire mai. Quand’anche il trasferimento di denaro avvenga tramite strumenti tracciabili, l’Agenzia delle Entrate può presumere che il trasferimento di denaro sia un prestito concesso a titolo oneroso fruttifero di interessi (e quindi, come tale, tassabile in capo al donante).
Se la somma di denaro viene effettivamente trasferita a titolo di prestito fruttifero di interessi, per il donante il maggior incremento economico derivante dal mutuo andrà da lui indicato nella sua dichiarazione dei redditi.
È opportuno allora che per le donazioni di significative somme di denaro, le parti (nonostante il rapporto di parentela) sottoscrivano una scrittura privata nella quale dichiarano che le somme erogate sono a titolo di donazione o a titolo di prestito infruttifero di interessi.
Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN
http://www.il-commercialista-dei-professionisti.com

SOTTO LE MACERIE

Terremoto nel centro Italia. Almeno 120 morti, più di 300 feriti. Si scava sotto le macerie. Epicentro ad Accumoli, nel reatino. Devastate Amatrice e Arquata del Tronto | DIRETTA

terremoto oggi centro italia

Scossa di terremoto intorno alle 3.30 della notte tra Lazio, Umbria e Marche. Un secondo sisma ha invece avuto come punto nevralgico Norcia. Avvertito da Napoli all'Emilia Romagna, comprese le Marche. Forte spavento anche a Roma

TERREMOTO OGGI CENTRO ITALIA: Scossa 6.0 questa notte alle 03.35. Epicentro ad Accumoli, nel reatino. Devastati i centri di Amatrice e Arquata del Tronto (e la frazione di Pescara del Tronto). Almeno 120 morti, tra i quali anche bambini. Più di 300 i feriti, ci sono dispersi

20,15 - Una nuova forte scossa, di magnitudo 4.4, è stata avvertita nelle zone colpite dal sisma. L’epicentro è ad Accumoli
20,00 - «Una polemica con un terremoto da 6.0 non credo abbia nessun significato: Eviterei ora di aprire discussioni sulla gestione di una calamita’ naturale come un terremoto che e’ piu’ o meno lo stesso dell’Aquila, avvenuto a 4 km di profondità. Ora è il momento delle lacrime, e poi iniziamo la ricostruzione» così il premier Renzi
19,45 – Centoventi morti: questo il bilancio, purtroppo ancora provvisorio del sisma di magnitudo 6 che alle 3,36 della scorsa notte ha scosso il centro Italia, devastando una serie di centri tra Lazio, Umbria e Marche. Il numero lo ha fornito il presidente del Consiglio Matteo Renzi che oggi pomeriggio ha raggiunto Rieti. I feriti sono 368, ancora da valutare il numero dei dispersi
17.30 – Continuano intanto le ricerche del bambino di undici anni ad Amatrice. Bambino che in precedenza aveva chiesto aiuto, da sotto le macerie, ma che in questi minuti non si sta palesando
16.59 -  «Nell’arco dell’intera giornata il numero dei vigili del fuoco impegnato nelle aree dell’epicentro del terremoto salirà a 760 uomini sui due fronti», le aree di Amatrice e Accumoli nel Reatino e Arquata del Tronto nelle Marche.
16.47 - Sono «complessivamente più di duecento» le scosse di terremoto registrate da questa notte nell’area del terremoto nel Centro Italia, secondo quanto riporta la Protezione civile. Quella principale delle 3:36 di questa notte di magnitudo 6.0 e quella di circa un’ora dopo di magnitudo 5.3 «sono statele le uniche due superiori a 5“. Sono state invece «sei le scosse tra 4 e 5: l’ultima di magnitudo 4.7 alle 14:50», e «circa settanta quelle con una magnitudo tra 3 e 4».
16.15 –  Le operazioni di soccorso dureranno ancora diversi giorni: «Abbiamo coperto tutto il territorio interessato. Siamo costantemente in contatto con i sindaci dei comuni interessati, sono ancora in partenza unità cinofile da altre regioni, le operazioni non si concluderanno stanotte ma nei prossimi giorni», ha spiegato in conferenza stampa Immacolata Postiglione, capo dipartimento gestione Emergenze della Protezione civile
16.06 – Tra le 73 vittime, 53 sono le persone che hanno perso la vita nella zona di Amatrice ed Accumuli nel reatino, 20 vittime nella zona di Arquata nelle Marche.
15.58 – Si aggrava il bilancio delle vittime. Secondo i dati forniti dalla Protezione civile sono 73 i morti, una centinaio di feriti. Si tratta di numeri ancora provvisori.
15.47 - «Ancora abbiamo quattro dispersi nella frazione di Illica. Dovrebbero essere villeggianti», ha spiegato il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, a Sky Tg24.
15.36 –  Tre suore sono state estratte vive con delle ferite dall’istituto religioso femminile Minozzi”, che si trova sulla strada di Amatrice che, dal centro del Paese, porta verso l’ospedale. A raccontarlo è don Cesare, che collabora con il parroco di Amatrice, don Savino, ed è responsabile a livello nazionale dell’opera Don Minozzi, che ha 45 centri in tutta Italia.”Due suore sono state portate in ospedale e una ha solo riportato escoriazioni e ha avuto qualche punto alla fronte. Ma nella struttura sono rimaste altre 7 persone di cui 4 anziani di cui non abbiamo notizia”, aggiunge don Cesare.
15.01 -  «C’è un intero paese completamente distrutto. Stanno tirando fuori le salme tra queste anche qualche bambino. Purtroppo le vittime stanno crescendo e non sappiamo neanche il numero preciso perché nel periodo estivo le case erano affollate», ha spiegato il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci, durante lo speciale del Tg2000.
14.50 –  Il bilancio parziale parla di 38 vittime,  ma secondo la Protezione civile il numero dei morti è destinato a salire. Secondo un calcolo non ufficiale dell’Ansa, le vittime potrebbero essere 63. In particolare, i morti ad Amatrice (Rieti) sono almeno 35: le salme sono state depositate in due cortili. Altri 11 morti si sono avuti ad Accumoli, sempre nel reatino. Sono invece 17, secondo l’ultimo dato aggiornato dall’agenzia di stampa, le vittime portate nell’ospedale di Ascoli Piceno. I feriti sarebbero qualche centinaio, imprecisato ancora il numero dei dispersi.
Fra gli altri, non ce l’hanno fatta un un piccolo di 4 anni di Amatrice, deceduto in ospedale ad Ascoli Piceno, ed una bimba di 18 mesi sorpresa dal terremoto, mentre dormiva, nella casa delle vacanze in cui si trovava con i genitori ad Arquata del Tronto. La mamma era riuscita a sopravvivere al sisma del 2009 all’Aquila e aveva deciso di trasferirsi ad Ascoli. Il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci ha dichiarato che tutte le case del Comune sono inagibili. «Dovremo allestire tendopoli per tutta la popolazione. Di notte nonostante sia agosto ci sono circa 10 gradi». Sono 2.500 gli sfollati, duemila dei quali sono villeggianti per la stagione estiva: «Cercheremo di assisterli tutti, ma sarebbe meglio che lascino il paese», ha aggiunto il sindaco. Dieci i dispersi, oltre ai morti già estratti dalle macerie.
14.26 Sono 17, ultimo dato aggiornato, le vittime del terremoto di cui la Prefettura di Ascoli Piceno ha avuto notizia ufficiale
14.05 Nuova scossa di assestamento ad Arquata. Pochi minuti fa, nelle stesse zone colpite stanotte. Pare sia stata una scossa del 4,9, almeno secondo quanto riporta la Protezione civile.
14.00 Ogni tanto una buona notizia. Dalle macerie di Amatrice è stato estratto un ragazzo di nome Yuri, Secondo le testimonianze Amatrice appare come uno scenario apocalittico, soprattutto nella zona sud. Almeno tre palazzine moderne rase al suolo dal sisma. Piani accartocciati uno sull’altro
12.59 – Continua lo sciame sismico in queste ore. Si sono contate oltre 150 scosse dopo quella centrale delle 03.35 di questa notte che ha devastato il centro Italia.
12.35 – Il premier Matteo Renzi in conferenza stampa ha elogiato gli sforzi dei soccorritori: «L’Italia mostra il cuore grande del volontariato, il cuore generoso della Protezione civile e di tutte le istituzioni, a tutti vorrei arrivasse il grazie del governo». E ancora:  «Questo è il tempo della commozione, ma anche dell’azione. Voglio dire una cosa con il cuore in mano agli italiani: nei momenti di difficoltà l’Italia sa cosa deve fare, nei momenti in cui le cose non vanno, l’Italia tutta intera sa mostrare il suo lato più bello. Prendiamo l’impegno, qui, oggi, che nessuno resterà solo, nessuna famiglia, nessun comune, nessuna frazione. Mettiamoci al lavoro»
12.30 –  Arrivano notizie pessime da Accumoli. Un’intera famiglia è stata sterminata dalla forza del terremoto. Sono stati ritrovati ad Accumoli quattro dispersi, purtroppo tutti privi di vita, sotto le macerie della propria abitazione. Si tratta di padre, madre e i due bambini. Lo si apprende da fonti della Guardia di Finanza.
12.12 - Come prevedibile, nonostante ci siano ancora persone sotto le macerie e i soccorsi post terremoto sono ancora in corso, compaiono anche i soliti complottari in rete. La solita propaganda di bufale e notizie false.
12.00 – Ecco tutte le informazioni utili per donare sangue a Roma e nel Lazio. Potete recarvi presso i centri trasfusionali degli ospedali convenzionati con l’AVIS Comunale di Roma o presso i punti mobili di prelievo gestiti direttamente dall’AVIS Comunale di Roma che sono periodicamente presenti presso parrocchie, istituti scolastici, luoghi di lavoro, centri sportivi e piazze romane.
11.55 –   La notizia del sisma che ha colpito l’Italia occupa le prime pagine di molti siti web internazionali. «La città non c’è più», è il titolo della Cnn che ha ripreso le drammatiche dichiarazioni del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Il sisma nel centro Italia apre anche l’edizione on line della Bbc, con un bilancio ancora parziale delle vittime. Lo spagnolo El Mundodefinisce il terremoto “devastante”, mentre per il francese Le Figaro parla di un “forte sisma che scuote l’Italia“.