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domenica 16 dicembre 2018

HIT PARADE: A BREVE IL MEGLIO DI DICEMBRE E POI TOP 2018

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MACRONIZZATO

 L’implosione di Macron – Si diffonderà ad altri membri dell’UE?

L’implosione di Macron – Si diffonderà ad altri membri dell’UE?

DI PETER KOENIG
journal-neo.org
Il Movimento dei Gilet Gialli – fine settimana 8 e 9 dicembre – Round 4. Alcuni dicono che sono i peggiori scontri in Francia dopo la mini-rivoluzione studentesca del maggio 1968. Negli [ultimi] quattro fine settimana, centinaia di migliaia [di manifestanti] erano nelle strade, persone della classe media, dagli studenti ai lavoratori, ai duri e puri dipendenti e casalinghe. Le forze di polizia aumentano di ogni nuovo Round – e così anche i dimostranti. Oggi – più di 8.000 poliziotti è un aumento considerevole rispetto ai più di 5000 dello scorso fine settimana. Hanno manifestato decine di migliaia di Gilet Gialli; la polizia ha riferito oltre 1.600 arresti.
Ci sono i blindati nelle strade – che non si vedevano da almeno dieci anni – auto e vetrine di negozi in fiamme, edifici vandalizzati. La polizia li sta combattendo con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. La brutalità della polizia sembra inevitabile, tuttavia, è apparentemente più moderata che in altre occasioni. Ciononostante, circola un filmato su YouTube, dove un gruppo di poliziotti con equipaggiamento antisommossa ha picchiato un Gilet Giallo disarmato, già a terra indifeso. Queste sono le immagini che si vedono in TV.
E “tutti” globalizzati d’Europa e del mondo (occidentale) siedono comodamente nelle loro fauteuil (n.d.T poltrone), scuotono la testa – “di nuovo i francesi; non sono mai contenti, vogliono sempre di più” – avendo apparentemente idea alcuna che quello che loro, i lavoratori francesi, avevano a buon diritto accumulato in termini di fondi sociali e infrastrutture pubbliche – ospedali, scuole – dalla Seconda Guerra Mondiale (invece di pagare per un forte esercito) è stato loro “legalmente” derubato da una piccola élite che ha messo un banchiere Rothschild – Macron – al potere per approvare le disposizioni legislative occorrenti per rendere legale la frode.
Voilà. È così semplice. La maggior parte dei guerrieri da poltrona non ha idea che i carnefici si avvicinino di soppiatto anche a loro. Quando prenderanno coscienza e vedranno la luce irradiata dai Gilet Gialli francesi, potrebbe essere troppo tardi. Non per niente, l’Europa, sotto il comando della Commissione Europea non eletta (CE), è diventata sempre più militarizzata e un agglomerato Stato di polizia, per essere pronta quando si diffonderà il malcontento generale e inizieranno i disordini politici e sociali. Potremmo [già] essere a quel punto.
Per ora, l’Hot Spot è Parigi, in particolare i lussureggianti Champs Élysées, simbolo per i ricchi e potenti, l’élite francese. Ma il movimento si sta diffondendo rapidamente in altre città della Francia – e credetemi [anche] in altri Paesi dell’UE, come il Belgio e l’Olanda. Hanno visto la luce gialla e si sono resi conto che è stato anche a loro derubato ciò che rivendicano i Francesi.
L’inquietudine non è solo dei Francesi, dei Belgi, degli Olandesi o dei Tedeschi, ma, naturalmente, persiste anche in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia: di questi ultimi Paesi e persone non si sente più parlare e non se ne leggono più [notizie], con loro il discorso è chiuso. Il cartello bancario li ha sotto controllo. Nessuna attenzione pubblica deve concentrarsi più sulla loro difficoltà. A parte l’Italia, la loro sfacciata resistenza a Bruxelles è ancora un problema per i re della finanza. – Chapeau Italia!
Il malcontento è ovunque; il risultato di uno spudorato assalto neoliberale non solo ai diritti democratici e costituzionali delle persone, ma anche a un crescente risveglio di una realtà di frodi economiche e finanziarie, commesse davanti ai vostri occhi dalla mafia finanziaria globalizzata: banche, compagnie assicurative, società di investimento di ogni sorta – spolpare i lavoratori che hanno giustamente accumulato il capitale sociale, come i fondi pensione, i sussidi di disoccupazione, l’istruzione gratuita, l’assistenza sanitaria nazionale, gli ospedali pubblici, l’accesso ai farmaci essenziali sovvenzionati e così via. Tutto ciò viene fatto a brandelli dai frodatori finanziari. Ma c’è bisogno di leader politici per facilitare il processo. Macron è la scelta perfetta per fare ciò – e lo ha fatto in modo regale, a partire dalla riforma del lavoro molto impopolare e contestata.
Quindi, chiaramente, il movimento dei Gilet Gialli ha poco o nulla a che fare con il Macron che ha introdotto la nuova tassa francese sul carburante. La tassa era un semplice pretesto. La cosiddetta eco-tassa era un semplice strumento di propaganda politica, una sfacciata menzogna. La tassa non sarebbe servita a nessuna iniziativa ambientale in Francia, ma sarebbe stata semplicemente un “contributo” forzato al bilancio da parte del popolo, sempre più impoverito dai programmi di austerità di Macron. Vuole impressionare i suoi ‘datori di lavoro’ – l’austerità è il nome del gioco neoliberale. Inoltre, sotto la pressione della gente, Macron ha finalmente ritirato la tassa, una concessione fatta per attenuare le dimostrazioni di strada. Ma non ha funzionato. Perché in parole povere non è abbastanza. Il malcontento va ben al di là della tassa sul carburante. Ha a che fare con il generale decremento del tenore di vita, assieme ai salari in declino, a una nuova legge sul lavoro usurpatrice, imposta da Macron, e ai benefici sociali in Francia – e, in realtà, ben oltre le frontiere della Francia.
In realtà, la polizia francese supporta i Gilet Gialli che deve fronteggiare. Ha riconosciuto di far parte dei dimostranti; hanno le stesse preoccupazioni. È interessante notare che RT [Russia Today] riferisce che la polizia sta esercitando un certo controllo con l’uso di gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e altri atti di aggressione che si osservano normalmente in caso di proteste senza sosta, come quelle che stanno attualmente devastando la Francia.
Mentre la moderazione potrebbe non essere necessariamente visibile dalle immagini che circolano nei media, alla TV e il resto. In un’intervista con RT, Alexandre Langlois, Segretario generale della VIGI Police Union, ha dichiarato: “La maggior parte di noi sostiene i Gilets Jaunes [Gilet Gialli], perché saremo direttamente colpiti da qualsiasi aumento dei prezzi del carburante.” Ha aggiunto, “[noi] non possiamo vivere dove lavoriamo, perché è troppo oneroso, vale a dire che arresteremmo i nostri vicini più prossimi, quindi guidiamo su distanze significative”.
Di sicuro, sembra che prevalga tra la polizia una grande simpatia per i manifestanti, ma le provocazioni messe in scena dal governo potrebbero causare più disordini. La polizia, in tale occasione, non avrebbe altra scelta che intervenire con la forza – oppure, sotto lo stato di emergenza, che Christophe Castaner, quale Ministro degli Interni di Macron, è stato costretto a dichiarare, l’esercito potrebbe essere chiamato a intervenire. E in questo caso il governo francese non sarebbe molto lontano dal chiedere aiuto alla NATO – naturalmente, nell’ “Interesse del bene più grande per l’Europa”.
Pensate un po’: la NATO. Non era Emmanuel Macron, che qualche settimana fa aveva esortato per [la creazione di] un esercito europeo indipendente? Ciò renderebbe la NATO obsoleta, o lo è già? Se presa dalla lettera, la NATO è obsoleta già da una trentina d’anni, ma ovviamente nessuno ha preso la NATO alla lettera. La NATO è una forza annientante per l’impero e una prospettiva che genera trilioni di dollari di profitto per il complesso industriale militare statunitense.
Quindi, quando Macron ha esortato un esercito europeo, potrebbe aver turbato alcuni gruppi di interesse molto violenti, quelli che letteralmente fanno fortuna dall’uccidere. Potrebbe aver fatto un passo troppo avanti nel suo ruolo immaginario di Re Macron. Ci sono Re più grandi di lui. Molto probabilmente un esercito europeo sarebbe armato da produttori di armi europei, soprattutto dalla Francia e dalla Germania e – Dio non voglia – forse anche la Russia? Sarebbe logico, dal momento che la Russia non è davvero nemica dell’Europa, come sa ogni politico in Europa, anche se non si osa ammetterlo. Inoltre, le armi della Russia, in particolare i sistemi balistici a lungo raggio e il sistema di difesa aerea S-400 russo, sono di gran lunga superiori alla gamma statunitense. Quindi, la collaborazione con la Russia non sarebbe qualcosa di campato in aria, anche se è certamente poco apprezzata da Washington.
Potrebbe essere che lo “Stato profondo” diviso, sia in disaccordo su Macron? Gli oligarchi finanziari gli hanno dato il potere per spolpare il sistema sociale francese fino alle ossa, che impressioni quindi le altre nazioni europee con programmi di austerità esagerati, perché facciano altrettanto. In caso di successo, Macron diventerebbe davvero il nuovo Re d’Europa del clan della mafia finanziaria.
D’altra parte, il giovane egocentrico Macron, potrebbe aver portato il suo ruolo ad altezze impreviste – proponendo un esercito europeo indipendente, qualcosa che nessun leader europeo osava nemmeno sussurrare, dal momento che [quando] il Generale de Gaulle ha proposto proprio questo, negli anni ’60 – non si è concretizzato, ma ha comunque ha abbandonato la NATO.
Potrebbe essere che gli oligarchi industriali militari vogliono che Macron se ne vada? – Potrebbe essere che le proteste dei Gilet Gialli, pur partendo dai presupposti autentici del “quando è troppo è troppo”, si siano gradualmente convertite in uno sforzo orchestrato, per spingere l’odio pubblico per Macron a un punto in cui egli non è più un leader difendibile, anche per il Parlamento francese, in cui il suo partito, o meglio il suo movimento (“En Marche”) ha la maggioranza assoluta?
Questo resta da vedere. Non sarebbe la prima volta che i dimostranti sono pagati per dimostrare – e soprattutto se è per la nobile causa di liberarsi di un politico scomodo. Alla fine, è tutto per il bene delle persone, giusto? Non è democrazia, quella che nella sua massima espressione, si svolge nelle strade di Francia – e nel prossimo futuro, si spera, nelle strade di Amsterdam, Bruxelles, Berlino, Roma – forse anche ispirando i finora così timidamente tranquilli Spagnoli, Portoghesi e Greci? Potrebbe essere forse un movimento che va ben al di là di quello che i pensatori del “profitto immediato” – gli sponsor della NATO, il produttore di macchine per uccidere gli Stati Uniti – hanno pensato e desiderato, ovvero la frantumazione della già defunta Unione (non-) Europea, con la sua moneta comune non sostenibile, l’euro?
Questo ovviamente è tutto ipotetico, ma non impossibile. Le dinamiche si svolgono secondo giochetti bizzarri. Basti pensare che la Francia è di nuovo il leader per una rivoluzione – 230 anni dopo l’assalto alla Bastiglia – portando un nuovo ordine negli Stati nazionali, lontano dalla globalizzazione – e forse di nuovo ai governi sovrani, costruendo nuove relazioni commerciali e alleanze di partenariato sulla base dell’uguaglianza, piuttosto che imposte da un ordine mondiale unipolare.
Peter Koenig è un economista e analista geopolitico. Dopo aver lavorato per oltre 30 anni con la Banca Mondiale, ha firmato Implosion, un thriller economico basato sulla sua esperienza diretta. In via esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Peter Koenig
Fonte: https://journal-neo.org/
11/12/2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

QUEI BASTARDI UCRAINI!

 L’Ucraina vuole l’atomica – L’Occidente si inchinerà al regime di Kiev?

L’Ucraina vuole l’atomica – L’Occidente si inchinerà al regime di Kiev?


FEDERICO PIERACCINI
strategic-culture.org
Gli sforzi volti a prevenire la proliferazione nucleare sono uno dei pochi temi su cui le grandi potenze concordano, l’intenzione è quella di continuare a limitare la diffusione delle armi atomiche ed impedire l’ingresso di nuovi membri nell’esclusivo club nucleare.
L’ex inviato ucraino presso la NATO, il Maggiore-Generale Petro Garashchuk, ha dichiarato di recente in un’intervista a Obozrevatel TV:
“Lo dirò ancora una volta. Abbiamo la capacità di sviluppare e produrre le nostre armi atomiche, [come quelle] attualmente disponibili nel mondo, come quelle che erano state costruite nell’ex Unione Sovietica, nella città di Dnipro (ex Dnipropetrovsk), che ora si trova nell’Ucraina indipendente e che può produrre questo tipo di missili balistici intercontinentali. Né gli Stati Uniti, né la Russia, né la Cina hanno prodotto un missile denominato ‘Satana’ … Allo stesso tempo, l’Ucraina, mentre produrrà queste armi nucleari, non dovrà preoccuparsi delle sanzioni internazionali “.
Il problema delle armi nucleari ha sempre unito le grandi potenze, specialmente dopo la firma del Trattato di Non Proliferazione (NPT). La decisione di ridurre il numero di armi nucleari, raggiunta verso la fine della Guerra Fredda, era andata di pari passo con la necessità di prevenire la diffusione in altri paesi di tali armi di distruzione di massa, questo nel migliore interesse dell’umanità. Durante le fasi finali della Guerra Fredda, la comunità scientifica si era impegnata in grandi sforzi per sensibilizzare la leadership americana e sovietica sul fatto che uno scambio nucleare [anche] limitato avrebbe spazzato via l’umanità. Mosca e Washington avevano quindi dato l’avvio ai negoziati START (Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche) per ridurre il rischio di un inverno nucleare. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il Memorandum di Budapest sulle Garanzie di Sicurezza aveva convinto l’Ucraina a rinunciare alle sue armi nucleari e ad aderire all’NPT in cambio di garanzie di sicurezza da parte dei suoi firmatari.
Negli ultimi anni, l’Ucraina ha iniziato a prendere in considerazione la possibilità di ritornare ad occuparsi del nucleare, soprattutto alla luce delle recenti azioni della Corea del Nord. La lezione di Kim Jong-un sembra indicare che un deterrente nucleare rimane l’unico modo per garantirsi la protezione completa da un egemone regionale. La situazione in Ucraina, tuttavia, differisce da quella della Corea del Nord, anche in termini di alleanze e di giochi di forze. Il governo di Kiev è arrivato al potere dopo un colpo di stato compiuto da elementi nazionalisti estremisti che si ispirano al collaborazionista del regime nazista Stepan Bandera. Il lungo braccio della NATO è sempre stato coinvolto in modo pesante nelle oscure macchinazioni che hanno visto Poroshenko arrivare alla presidenza dell’Ucraina. Da un punto di vista geopolitico, l’operazione della NATO in Ucraina (scatenare una guerra civile sulla scia di un colpo di stato) aveva seguito le orme di quello che era successo in Georgia. La NATO tende ad operare in paesi dove esistono già sentimenti anti-russi, per incanalare la loro russofobia verso azioni concrete che indeboliscano Mosca. La guerra nel Donbass ne è l’esempio principale.
In ogni caso, l’Ucraina non è stata in grado di sottomettere i ribelli nella regione del Donbass, il conflitto si è bloccato in una situazione di stallo e la popolarità del governo di Kiev è diminuita, mentre il livello di vita della popolazione ha subito un calo repentino. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea non hanno mantenuto le loro promesse, lasciando Poroshenko disperato e con la tentazione di ricorrere a provocazioni, come il recente incidente dello stretto di Kerch ed altri che, pare, siano già in cantiere, come hanno riferito di recente le autorità della DPR.
Al momento, l’idea che l’Ucraina possa riprendere la produzione di armi nucleari viene portata avanti da figure di secondo piano, ma [il progetto] potrebbe diventare più autorevole nei prossimi mesi, soprattutto se il conflitto [nel Donbass] continuasse a rimanere congelato e Kiev si ritrovasse [ancor più] frustrata e disperata. L’ala neoconservatrice dell’élite dirigente americana, completamente dedita alla distruzione della Federazione Russa, potrebbe incoraggiare Kiev in questa direzione, nonostante i rischi incalcolabili che un’azione del genere comporterebbe. L’UE, d’altro canto, sarebbe probabilmente terrorizzata da una simile prospettiva, che la metterebbe fra l’incudine e il martello. Kiev, da un lato, sarebbe in grado di costringere l’UE a fornire la tanto necessaria assistenza economica in cambio della rinuncia al nucleare, mentre, dall’altro, i Neoconservatori [americani] aizzerebbero gli Ucraini in modo irresponsabile.
Mosca, se dovesse trovarsi di fronte ad una tale possibilità, non si limiterebbe a guardare. Nonostante la Russia abbia buoni rapporti con la Corea del Nord, non sembra troppo eccitata all’idea di avere un vicino armato di armi atomiche. Con l’Ucraina, la risposta sarebbe molto più severa. Un’Ucraina dotata di armi nucleari sarebbe una linea rossa per Mosca, proprio come lo erano state la Crimea e Sebastopoli. Vale la pena ricordare le parole del presidente russo, quando aveva parlato della possibilità di un’invasione NATO della Crimea, durante il colpo di stato del 2014:
“Eravamo pronti a farlo [a mettere in allerta l’arsenale nucleare della Russia.] I russi vivono lì, sono in pericolo, non possiamo lasciarli. Non eravamo stati noi ad aver istigato il colpo di stato, erano stati i nazionalisti e gli estremisti. Non penso che, in realtà, questo sia il desiderio di qualcuno, trasformarlo in un conflitto globale”.
Mentre Kiev si trova sull’orlo del precipizio, sarà bene per i neoconservatori, i neoliberisti e i loro lacchè europei considerare le conseguenze sul consigliare a Kiev di saltare o no il fosso. Dare il via libera nucleare ad una leadership ucraina così instabile e distaccata dalla realtà potrebbe essere proprio la scintilla che scatena l’Armageddon.
Roberto Pieraccini
Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2018/12/13/ukraine-wants-nuclear-weapons-will-west-bow-regime-kiev.html
12.12.2018
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

SOLI 14 ANNI A PRETE PEDOFILO

Abusi su minori, condannato a 14 anni prete pedofilo

E’ stato condannato a 14 anni di reclusione e a pagare una provvisionale di 10 mila euro ciascuno alla decine di parti civili padre Pio Guidolin per violenza sessuale su minorenni. La sentenza, a conclusione del processo col rito abbreviato celebrato a Catania, è del Gup Giuseppina Montuori. La Procura aveva chiesto la condanna a 10 anni.
Secondo l’accusa il sacerdote, arrestato il 1 dicembre del 2017 avrebbe cosparso dei 14enni di olio santo prelevato dai locali della sua chiesa, una parrocchia del popoloso Villaggio Sant’Agata, ammantando i suoi gesti di una valenza spirituale e proponendoli come ‘atti purificatori’ in grado di lenire le loro sofferenze interiori. Uno dei ragazzini abusati avrebbe tentato il suicidio perché stanco di subire e da questo drammatico gesto sarebbero partite le indagini. Don Guidolin avrebbe anche millantato amicizie nella criminalità organizzata per far desistere alcuni genitori delle vittime dal proposito di denunciarlo
http://www.siciliatoday.net/quotidiano/articolo.php?Abusi-su-minori-condannato-a-14-anni-prete-pedofilo-9186